SEGANO LE SBARRE E SCAPPANO DAL CARCERE … CACCIA AGLI EVASI

Sono due i detenuti che l’altra notte dopo aver segato le sbarre del carcere romano di Rebibbia, si sono calati dal muro di cinta con delle corde e sono fuggiti. La segnalazione è giunta in Questura prima di mezzo giorno e subito sono scattate le ricerche. I due evasi di etnia rom, sono un 46enne e un 40enne, in carcere per reati che vanno dal riciclaggio all’estorsione. Questa evasione – denuncia il SAPPE –  è la conseguenza dello smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari e delle carenze di organico della Polizia Penitenziaria, che ha 7mila agenti in meno. Per Rebibbia è prevista una dotazione organica di 196 agenti, a fronte di una presenza effettiva complessiva di 150 unità (ovvero 46 poliziotti in meno con una carenza che supera il 25% del previsto). Sui 150 poliziotti in servizio, 81 hanno più di 50 anni (e quindi avrebbero diritto ad essere esonerati dai turni notturni e da servizi particolarmente gravosi), 37 sarebbero fruitori di permessi della legge 104 e circa 10 unità andranno in quiescenza durante l’anno in corso. SOS lanciato dal sindacato evidenzia, i massacranti turni di lavoro, che gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono  sopportare ogni giorno, che ormai sono allo stremo delle forze. Oltre che l’Istituto, ospita diverse tipologie di detenuti con  diversi soggetti hanno problemi di natura psichiatrica e numerosi sono collaboratori di giustizia che, evidentemente, richiedono una maggiore cautela e una più assidua sorveglianza.