NEL NUOVO POS 2019 – 2021 SI INVESTA SUL PUBBLICO E IL S.S. ROSARIO TORNI AD ESSERE UN OSPEDALE.

In questi giorni è stato predisposta la bozza iniziale del nuovo Piano Operativo Sanitario 2019- 2021 e non pare, purtroppo, ci siano discostamenti significativi rispetto all’operato precedente, rispetto quindi al POS 2015 – 2018. Provo a fare una breve riflessione che possa delineare motivazioni, modalità ed obbiettivi per reinvestire sul pubblico ed assegnare un ruolo di nuovo preminente al S.S. Rosario di Venafro.  Negli ultimi anni abbiamo assistito al progressivo smantellamento della sanità pubblica sul territorio molisano oltre che ad una non autentica riduzione del relativo deficit economico e ad una erogazione del servizio sanitario che nel suo complesso risulta essere inefficace ed inefficiente. A prescindere dai numeri e dai dati presenti nelle carte dei Piani Sanitari a Campobasso ed a Roma, i disagi che le persone vivono quotidianamente e la percezione tra i cittadini dell’assenza di un’erogazione decente, nella maggior parte dei casi, del servizio sanitario sono sotto gli occhi di tutti. Bisogna comprendere che, pena l’insostenibilità del Molise come Ente Regione, occorre invertire completamente la rotta tornando ad investire sulla sanità pubblica.E’ necessario quindi chiedere ed ottenere, come fatto da altre Regioni con esito positivo, in virtù delle particolari esigenze e della peculiarità geografica del Molise, una deroga al Decreto Balduzzi che prevede limiti particolarmente stringenti per i territori che hanno meno di seicentomila abitanti. Fatto ciò sarà possibile tornare a potenziare l’intera rete degli ospedali pubblici nella nostra Regione. In particolar modo, come ho sempre sostenuto, è rilevante investire sugli ospedali posti a confine e che sono in grado di attrarre pazienti da fuori Regione, poiché ciò significherebbe produrre mobilità attiva e, quindi, scaricare parte dei costi sulle Regioni i cui  cittadini verrebbero a curarsi in Molise. Il SS. Rosario di Venafro, prima che venisse drasticamente ridimensionato dalle politiche sanitarie degli ultimi anni, riusciva a fare questa tipologia di lavoro, ovvero intercettare utenza extraregionale, chiudeva il bilancio in attivo e rappresentava, quindi, non solo una risorsa economica per il bilancio della Regione ed una opportunità economica per il territorio del Venafrano in  termini di indotto ma anche, ovviamente, un modello di ospedale funzionante che erogava in modo puntuale i servizi al cittadino. Ecco perchè ottenere la deroga al Balduzzi significherebbe avere la possibilità di redigere un piano sanitario che, disponendo di maggiori risorse e nell’ottica di un potenziamento complessivo del sistema pubblico, configuri il S.S. Rosario come presidio ospedaliero di base, spoke sede di pronto soccorso con la presenza di Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia, Radiologia, laboratorio ed Emoteca. Il nostro non è più un ospedale, è attualmente riconfigurato come “Ospedale di comunità”, è infatti una struttura dotata di posti letto di degenza a basso livello assistenziale, insomma una RSA. Ciò è mortificante non solo per il contributo, in termini di qualità e di attrattività, che questa struttura potrebbe dare all’intero sistema, ma anche rispetto al clima di rassegnazione, che vige innanzitutto a livello politico, rispetto alla storia di effervescenza sociale che ha visto il popolo dell’ hinterland Venafrano battersi in modo coraggioso negli anni passati per la sua salvaguardia.  Ecco perché ritengo sia giusto ricominciare subito, lanciando una manifestazione (penso al primo sabato di dicembre) assieme a tutti coloro i quali, a prescindere dal colore e dall’appartenenza politica, vorranno esserci. 

Stefano Buono – Presidente “Partecipazione Democratica” e dirigente regionale Dem e Consigliere Comunale di Venafro.