LE COOPERATIVE CHE ACCOLGONO STRANIERI SONO AL COLLASSO… AVANZANO MILIONI DI EURO

ansa - materi - ansa - andrea acquarone - IMMIGRAZIONE:ALTRI SBARCHI A LAMPEDUSA MENTRE ARRIVA PREMIERCORRIERE CASERTA – Articolo integrale – 01 luglio 201.  Lo Stato pretende il servizio puntuale da parte delle Coop che a loro volta devono far fronte alle scadenze con i fornitori. La Prefettura di Caserta non paga da settembre dello scorso anno! Le attività economiche, ovvero l’indotto è ridotto al collasso… E’ un una tragedia nella tragedia la situazione economica e finanziaria delle cooperative che assistono i migranti provenienti dalle zone di guerra, così come la stessa situazione la vivono i commercianti che forniscono materia prima alle stesse coop per sfamare, pulire e assistere gli stessi extracomunitari. Allo stato, la gestione dell’attività di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale in provincia di Caserta è al collasso. La Prefettura di Caserta chiede di continuo alle cooperative disponibilità all’accoglienza, nel rispetto dei più alti canoni di qualità dei servizi da erogare sotto la continua pressione di segnalazioni alla Procura della Repubblica in caso di inadempimenti contrattuali e decurtazioni monetarie a titolo di penalità varie. La Procura della Repubblica effettua controlli a tappeto per il tramite di personale locale e non, poi ancora del Comando Carabinieri del Nas per la verifica della corretta esecuzione delle prestazioni oggetto di gara. Nonostante la corretta e puntuale esecuzione delle prestazioni oggetto di convenzione, dovuta se non altro ai controlli periodici, le cooperative interessate si trovano a dover fronteggiare la insormontabile problematica dell’estremo ritardo- ad oggi di nove mesi- nel pagamento del corrispettivo del servizio reso. Il predetto ritardo genera serie difficoltà di gestione. Se infatti, da una parte, si è costretti a dover rendere al meglio tutte le prestazioni, ( dal vitto, all’alloggio, alle pulizie quotidiane, al servizio lavanderia, alla mediazione culturale, all’insegnamento della lingua italiana con personale idoneo, al pagamento del pocket money, alla fornitura dell’abbigliamento e delle ricariche telefoniche) dall’altro, la materiale impossibilità di poter soddisfare nei tempi commerciali  i debiti contratti per la gestione del servizio di accoglienza genera grande frustrazione nelle cooperative interessate per il continuo dover elemosinare, quasi in un rapporto di sudditanza, il pagamento delle spettanze maturate, per il continuo e sempre presente rischio di inevitabile interruzione dei servizi, malgrado tutto, e di escussione delle polizze fideiussorie prestate  in caso proprio di sospensione delle prestazioni. Ad ogni tentativo di contestazione della circostanza, la risposta continua resa dai dirigenti prefettizi interessati è […] voi guadagnate, potete attendere […], […] dovete dimostrare la capacità imprenditoriale […], oltre ad improvvise, ed a volte ripetute, richieste di documentazione per verifiche ulteriori, quasi a giustificare in tal modo la tardività nell’avanzamento della procedura volta al pagamento del corrispettivo mensile maturato. Con un tale ritardo, non c’è capacità imprenditoriale che tenga. Si precisa che, per quanto riferito dai funzionari prefettizi interessati dalla problematica, il predetto ritardo deriverebbe dalla insufficienza di personale che possa effettuare i controlli documentali mensili, preordinati alla sottoscrizione della regolarità delle prestazioni rese. In realtà, la problematica è più ampia ed è dovuta alla disorganizzazione dell’apparato amministrativo prefettizio a Caserta ed alla farraginosità delle procedure attivate. Si ripete il rischio di interruzione dei servizi da parte di tutte le cooperative è forte ed imminente in caso di ulteriore ritardo perpetrato nel pagamento. Non basta il solito contentino offerto dai dirigenti prefettizi del pagamento di una sola fattura, a fronte a monte di una situazione debitoria di mesi. Vi è la necessità di riportare i tempi del pagamento delle fatture, se non al rispetto dei termini di cui alle convezioni sottoscritte (trenta gironi dalla emissione della fattura), quanto meno ai termini delle usuali transazioni commerciali (sessanta / novanta gironi).