L’AVVOCATO RISPONDE – rubrica d’informazione giuridica

Egregio Avvocato, ho ritiraro un cappotto danneggiato dal titolare della lavanderia. Come devo agire in questi casi? La legge tutela il consumatore?

Carlo B.

Caro lettore, accade con una certa frequenza il verificarsi di incidenti in lavanderia circa l’errato lavaggio o stiratura dei capi e sono frequenti i motivi di discussione tra il consumatore e chi ha eseguito il lavoro,  il quale il più delle volte si appella al fatto di aver seguito scrupolosamente le istruzioni indicate nell’etichetta posta all’interno del vestito . E’ doveroso conoscere gli obblighi che devono essere rispettati dal cliente al momento della consegna del capo e dalla lavanderia al momento del ritiro dello stesso. Il primo è tenuto ad indicare tutte le informazioni riguardanti: macchie, usura, pregio e tessuto oltre a farsi rilasciare dalla lavanderia la ricevuta nella quale deve essere indicata la data e una descrizione (anche sommaria) dell’indumento mentre la lavanderia deve osservare in maniera scrupolosa tutte le informazioni/indicazioni riportate sull’etichetta. Nel caso in cui quest’ultima non fosse presente, la lavanderia è tenuta a comunicare immediatamente eventuali dubbi (preferibilmente per iscritto) e i rischi possibili al cliente, dando la possibilità di accettare o meno di lasciare il capo.  Nel caso che mi ha sottoposto la richiesta di risarcimento sarà avanzata nei confronti della compagnia assicuratrice; in assenza si dovrà interpellare la lavanderia. Si invierà quindi una raccomandata con ricevuta di ritorno o una comunicazione pec, denotando sinteticamente i fatti e la richiesta di risarcimento dei danni. Se quest’ultimo verrà negato, si potrà ricorrere al giudice di pace, che dovrà pronunciarsi sull’accoglimento della richiesta avanzata. Inoltre può provare di essersi recato in tintoria, mostrando lo scontrino e una fotografia del capo leso. L’onere della prova compete al tintore il quale sarà liberato da ogni responsabilità solo se proverà che il danno è scaturito per caso fortuito o per cause ignote. È richiesta al tintore, secondo la Corte di Cassazione, la diligenza che incombe al lavoratore qualificato ed esperto, in merito ad una certa attività lavorativa. Nel caso da Lei indicato relativo al cappotto danneggiato, il titolare della lavanderia dovrà risarcire il danno in proporzione al ridotto utilizzo del cappotto. Nel caso in cui il capo sia insanabile e sia impossibile il suo utilizzo, valgono le regole dello smarrimento.                                                

Dott. Giovanni Mauriello