La malattia alligna dove non c’è equilibrio

c0fa0da1bdad34ade6388330b6fd8313 Novembre 2015 – “Ti  invito a pranzo”.E’ l’unica idea che m’è venuta in mente per saggiare “ de visu” la filosofia di vita di Marcella Rossi che venerdì 13 novembre, invitata nuovamente dalla banca del tempo,il cerchio blu, dalle 16.00 alle 18.00, tratterà del cibo per prepararsi all’autunno-inverno e delle sue proprietà. Ordina delle verdure miste grigliate da condire e degli gnocchetti al pomodoro. Io, un tagliere con affettati, mozzarellina ed olive in attesa dei ravioli al pomodoro. La osservo temendo che i salumi la disgustino ed invece … niente! “Vedi”, esordisce,”vivere nella natura ed i suoi cicli significa appropriarsi della natura, del sapore, della bontà e della vita propria.. non ha senso mangiare  zucchine adesso che il tempo non lo permette piu’. Se non venissero da chissà dove, lucide come specchi ,non le avremmo sulla nostra tavola … vengono da chissà dove, conservate chissà come.. inodori, insapori.. solo belle. Tu (io) lo hai già constatato con i fagioli presi a Capracotta. Seminati a Venafro non hanno lo stesso sapore. La terra fa la differenza, l’aria!  E siete nella stessa piccola provincia Figurarsi la terra di continenti diversi! Ormai cibarsi di  prodotti a “Km o” è una conquista.” La guardo, non ha tutti i torti.. quando penso alla globalizzazione cominciata negli anni ’60, quando penso che le multinazionali hanno ottenute , in laboratorio, farine  di buona resa e maggiore resistenza mettendo all’angolo farine come la Senatore Cappelli, la Solina, la Germanella.. “Marcella.. mi spieghi …” “ Vedi.. un esempio pratico.. abbiamo cibi principali (cereali) e secondari (verdure).. abbiamo bisogno di entrambi in misura diversa a seconda delle stagioni. L’acqua contenuta negli ortaggi ci serve maggiormente d’estate perché perdiamo piu’ liquidi a causa del caldo e mangiamo pochi cereali perché piu’ difficili da digerire -ma soprattutto, senza accorgercene, perché non ne sentiamo il bisogno. Siamo parte del territorio e ci riconosciamo in esso : la montagna vuole piu’ grassi, piu’ cereali che diano calore per contrastare il freddo ed il mare piu’ liquidi perché fa  il caldo ne fa perdere di piu’. Abbiamo una sorta di autoregolamentazione alimentare, non abbiamo bisogno di diete: cerchiamo automaticamente “i cibi che  servono ad equilibrare il nostro naturale equilibrio equilibrandoci con  l’equilibrio degli ambienti circostanti e la ciclicità delle stagioni.  Bel gioco di parole, vero? Viviamo nello yin e nello yang , troviamo l’equilibrio nell’equilibrarsi del’eccesso con la carenza, con il caldo ed il freddo, la positività e la negatività. Lo Yin della notte ed il freddo e lo yang del dì ed il caldo. Ce lo insegna la medicina cinese , con la sua agopuntura e la sua medicina  nata 2000 anni fa…. “ “Marcella.. da anni si parla di dieta mediterranea  … qual è la dieta che piu’ si avvicina  al tuo pensiero?” “Ma la macrobiotica, amica cara” ,  il macrobiotico mangia tutto, ma proprio tutto: carne, insaccati, pesce,  uova, latticini e , ovviamente, verdure e cereali! Siamo un microcosmo nel macrocosmo ed abbiamo una ricchezza unica: un gigantesco salvadanaio costituito dalle erbe selvatiche che ci sono tutto l’anno. Commestibili ed officinali.  I piu’ non sanno riconoscerle, figurarsi fruirne!” “ Come sei arrivata a questa consapevolezza? “ “ Certo non dalla sera alla mattina! Ho aiutato le persone a prenderne conoscenza per 20 anni e dopo ho scritto un libro :” La via del cibo”.. alimenti biologici, meglio se sinergici, energia dai vegetali secondo le stagioni, autocura a seconda dei propri mali! Ne ho parlato su “A:A:M: Terra nuova” e su “Re nudo” che ospitano spesso il mio pensiero. Sono guarita da sola da un tumore grazie  a questo stile di vita, ho seguito i dettami  di Oshawa, che  l’aveva seguita per guarire dalla Tubercolosi… malattie da poco, come vedi ….” Mi vengono in mente due pensieri. Uno così recitava” sei disposto a rinunciare alle cose che ti hanno fatto ammalare?” e l’altro era dell’erbuario nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa: “… ma io questa senna, questo stramonio me lo vado a raccogliere con le mie mani sulle montagne, pioggia o sereno, nei giorni e nelle notti prescritte! Me le essicco al sole che è di tutti e le metto in polvere da me col mortaio che era di mio nonno! Che c’entrate voi del municipio?”Antica