IL S.S. ROSARIO DI VENAFRO DEVE TORNARE AD ESSERE UN OSPEDALE, E NON UNA RESIDENZA PER ANZIANI COME RICHIESTO DAL SINDACO RICCI.

COMUNICATO PER LA STAMPA.

Non mi stancherò mai di ribadire la centralità della struttura ospedaliera del SS Rosario di Venafro nella riorganizzazione complessiva del servizio sanitario molisano. Lo abbiamo detto e chiesto con forza sia a Campobasso, davanti il Consiglio Regionale, che a Roma, sia protestando in piazza che partecipando, poi, ad un tavolo tecnico al Competente Ministero della Salute: In entrambe le occasioni non abbiamo visto nè il Sindaco di Venafro nè altri Rappresentanti istituzionali della Città. Penso però sia particolarmente utile mettere da parte la polemica e tentare di unire le forze per avanzare assieme una proposta di rivalutazione del nostro ospedale. Credo sia indispensabile e doveroso coinvolgere anche gli operatori sanitari, veri conoscitori delle problematiche legate a questo tema complesso. Ed è per questo motivo che consiglio al Sindaco di Venafro e Presidente della provincia di Isernia Ricci di cestinare la proposta che ha portato in consiglio Comunale, oggetto di apposita deliberazione, che Rappresenta un’elemosina e non certamente ciò che occorre al nostro territorio. Nel Patto per la Salute abbiamo ormai già gli elementi e gli spazi di deroga al Decreto Balduzzi, precondizione per mettere in campo una proposta di riorganizzazione complessiva del servizio sanitario molisano che contenga le indispensabili risorse. Nel prossimo Piano Operativo Sanitario triennale, quindi, investire in modo particolare sul SS Rosario: struttura antisismica, posta a confine con altre Regioni, in grado di attrare pazienti da altri territori (producendo la famosa e positiva mobilità attiva), ospedale che storicamente riusciva a chiudere il bilancio in attivo. Chiedere con coraggio e determinazione che diventi nuovamente OSPEDALE facendo il bene non solo di Venafro e del suo Hinterland ma dell’intera Regione Molise. E’ stato formalmente chiesto, invece, tramite questa deliberazione di Consiglio Comunale, l’attivazione immediata della RSA e il potenziamento di alcuni servizi di laboratorio. In pratica si chiede ciò che è stato previsto nel precedente Piano sanitario, lo stesso che ha definitivamente sancito la fine di questo nosocomio, lo stesso che un tempo veniva contestato dallo stesso Ricci. Appare del tutto evidente come ciò rappresenti una mortificazione per questo territorio ed una farsa dal punto di vista politico da parte di chi, evidentemente, ha smesso da tempo di lottare per la salvaguardia degli interessi della comunità che guida e dei diritti dei cittadini che amministra e li ha barattati con i suoi interessi personali. Stefano Buono Consigliere Comunale PD e Presidente di Partecipazione Democratica