IL GIALLO DEL CORONAVIRUS. Una pandemia nella società del controllo

Negli ultimi decenni le epidemie sono diventate un’arma politico-finanziaria con la quale si colpisce l’economia di uno Stato o un settore industriale: una sorta di terrorismo medico-mediatico con cui si impongono comportamenti e consumi o l’uso di determinati vaccini. Partendo da questo presupposto, Sonia Savioli ha studiato il coronavirus e i suoi effetti, sia dal punto di vista igienico-sanitario che da quello economico. Quando le autorità cinesi hanno segnalato “una strana polmonite dalle caratteristiche inedite” e poi hanno dichiarato una sorta di stato di guerra, chiudendo la zona di Wuhan, una delle provincie industriali più produttive, l’economia della Cina era in sofferenza da mesi. Riviste, televisioni e organi finanziari, come la BBC e “Forbes”, già dal luglio 2019 segnalavano il rallentamento dell’economia cinese, il calo dei prezzi e dei consumi, prevedendo un’enorme crisi finanziaria, che avrebbe coinvolto anche l’occidente e gli speculatori che avevano scommesso sul mercato della Cina. L’autrice, quindi, sostiene che l’epidemia wuhanica sia legata alla crisi economica, studiata per rimediare alle difficoltà del capitale globale e ai suoi effetti collaterali, compreso l’aumento delle turbolenze sociali causate dal timore di non poter mantenere gli standard di vita occidentali. Tuttavia, se la crisi economica è dovuta al covid-19, chi ci crede continuerà a sperare che tutti torni come prima, poiché il virus prima o dopo sparirà e riprenderà la corsa alla ricchezza… La speranza delle masse le illuderà, mentre farà guadagnare tempo e denaro a finanzieri, speculatori e grandi gruppi industriali, che continueranno a servirsi dei governanti e della stampa asservite. La Savioli, inoltre, spiega le ragioni mediche dell’inutilità, se non addirittura delle controindicazioni dovute all’uso delle mascherine e dei guanti, oltre agli interessi economici collegati alla commercializzazione dei vaccini.