CORONAVIRUS: MASSIMO ROMANO, QUESTI SCHERZANO COL FUOCO

Ora è ufficiale: la gravità del cluster epidemiologico riscontrato al Neuromed ha imposto al Presidente Toma di adottare l’Ordinanza n. 10 del 21/3/2020, con la quale ha esteso ai Comuni di Venafro e Pozzilli le misure ultrarestrittive già imposte a Riccia e ad altri Comuni. Con lo stesso atto, inoltre, è stato fatto obbligo ai familiari conviventi degli operatori in servizio all’Ircss di Pozzilli di osservare la quarantena obbligatoria di 14 giorni e altre prescrizioni cautelari. Leggendo il provvedimento, però, si apprende che la Regione solo oggi, 21 marzo, ha chiesto alla Asrem di relazionare sui rischi del contagio sviluppatosi al Neuromed e dunque solo oggi la Asrem ha riscontrato l’istanza, confermando il rischio di un aumento esponenziale dei focolai di infezione. La notizia dei 9 caso positivi rilevati a Neuromed risale però almeno a tre giorni fa. Perché soltanto oggi la Regione ha interpellato la Asrem? E, soprattutto, in base a quali elementi epidemiologici ieri il Presidente Toma ha affermato che fosse tutto sotto controllo, se solo l’indomani, cioè oggi, si è preoccupato di interpellare la Asrem? Nel post di ieri chiedevo al Presidente di chiarire chi, come, quando e dove avesse svolto gli accertamenti sanitari necessari. La risposta la troviamo oggi, leggendo l’ordinanza n. 10: nessuno. Ieri non c’era nessun accertamento perché non era stato ancora nemmeno commissionato.