CASE MATTE… GLI ARTISTI SI CONFRONTANO AD AVERSA

11062761_10204792987856744_4307031064407824132_n09 10 2015 – VENAFRO. Oggi ad Aversa e nell’ex ospedale psichiatrico di Santa Maria Maddalena, in tanti hanno visitato la mostra pittorica – a cura dell’Associazione Don Chisciotte – degli artisti: Antonio Di Grazia, Giuseppe Di Guida, Pasquale Mottola. “L’istante in cui nascono e si compiono insieme l’opera e la follia, è l’inizio del tempo in cui il mondo si trova citato in giudizio da quest’opera e responsabile di ciò che è davanti a casa:” M. Foucault. Certi loghi trattengono una grande energia e sono pronti a restituirla quando vengono ripercorsi dopo un lungo abbandono. I passi rievocano ricordi, ma anche riflessioni sulla natura delle nostre scelte esistenziali. Sul vivere quoidiano e sulle dinamiche storiche e politiche che determinano le strutture di una società. Se poi si  tratta di grandi edifici pubblici di segregazione, come un ex manicomio, questa energia è centuplicata e i pensieri si affollano,  si accelerano, si scontrano, esplodono come atomi di uranio in una fusione nucleare. Ma dopo i primi passi, il fumo della  mente si dirada e le grandi ferite dell’incuria emergono. Si scorgono i dettagli, i frammenti di vita vissuta, dispersi, dimenticati. Il pensare si fa acuto, amaro. Questo è il luogo ideale per tutti gli azzeramenti, i ripensamenti, i cominciamenti di un nuovo cammino. Per noi “figli di Saturno”, questo è il luogo estremo dell’arte, il nostro museo transitorio, non obbligatorio e non permanente: perché aperto è un divenire. Ma è anche il non luogo dove si scopre la natura ancipite dell’esistenza, i castelli di sabbia dell’uomo, le sue fragili certezze. Dove si realizza l’assenza di opera e tuttavia la sua conferma: il luogo di confine dove sono unite opera e follia. Gli artisti e il pubblico possono attivare proprio qui, tra queste rovine, una autentica esperienza relazionale, una sorta d’internamento nel vuoto di questi spazi rimossi. Sottratti alla comunità da lunghissimo tempo, affinché vengano nuovamente restituiti all’uso collettivo. L’arte trova qui la sua dimensione più appropria per rincorrere e interrogare quei Demoni e Dei che spopolano e condizionano il nostro mondo. Il luogo dove riproporre, con rinnovata energia, l’avversione a quel dominio che vuole oggi realizzare l’incantesimo finale e totalitario. No a un’esistenza reificata, sottomessa all’unica, assoluta ragione finanziaria. Giuseppe Guida – Questo è modo di sentire e di vedere e di rapportarsi, di tre artisti che da anni si confrontano con le più scottanti problematiche sociali. La mostra, aderisce all’iniziativa di CASE MATTE.  Antica.